La storia GS


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Nel 1955, la Piaggio, sulla scia del successo di vendite conquistato durante gli anni con le fortunate serie 125 ed in presenza anche dell’agguerrita concorrenza, decide di rafforzare l’impegno pubblicitario con la nascita dei primi slogan come il celebre “Vespizzatevi” e di apportare delle grosse novità sulla sua gamma. La produzione di serie viene infatti allargata a ben tre modelli: la già nota 125 rivista con poche modifice sostanziali, la nuova 150 c.c. con sidecar optionale destinata all’intera famiglia per i più variegati utilizzi, e il grande, mitico 150 G.S.

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La 150 G.S. le cui iniziali “Gran Sport” svelano la sua particolare indole, è da subito una rivoluzione; infatti la vespa considerata prima come un mezzo di trasporto tranquillo per una mobilità facile si scopre ora anche appartenere ad un altro segmento frutto dell’esperienza acquisita dalla Piaggio nelle precedenti competizioni sportive (vedi imprese sportive).

Le innovazioni (mai viste prima su una Vespa) che consacrarono da subito uno strepitoso successo in questo nuovo modello soprannominato dai più come “Vespone” sono molte: linea snella e scudo più aereodinamico, manubrio pressofuso con faro, cofani più grandi e sfuggenti, batteria, lungo monosellone, ruote più grandi, da 10 pollici, nuovo cambio a 4 marce e nuovo motore da 150cc che la spingono ad una velocità record di 100 km/h mai raggiunta fin’ora da una vespa. Il suo vero punto di forza è però incentrato nella sua formidabile accellerazione.

E’ facile intuire quindi che la vespa 150 GS è il modello che tutti i vespisti sportivi dell’epoca attendevano e che, incosciamente sognavano, soprattutto i giovani, potevano finalmente disporre di uno “scooter” in grado, specialmente sul misto, di battersi anche con moto di cilindrata superiore, e che in accelerazione chinava la testa solo davanti alla favolosa Ferrari!

Tutti coloro che all’epoca ebbero la fortuna di possedere il 150 GS ricorderanno senz’altro le ondate di adrenalina provocate dalle brucianti e …solitarie partenze ai semafori.

Il successo della vespa 150 GS viene inoltre evidenziato dal numero di esemplari al tempo prodotti e dalle 5 versioni realizzate con modifiche più o meno sostanziali (vedi modelli GS). La quinta serie detiene ancora oggi il primato di vendite.

Grazie a questi risultati si può senz’altro dire che questo modello GS è quello che nella produzione Vespa si è ritagliato il ruolo di “mito” e oggi è considerato da esperti del settore come lo scooter più bello al modo.

gs160-776681.jpgNei primi anni 60′ quando il successo delle GS è ormai consolidato ecco che la Piaggio rilancia sul mercato nuovi modelli vespa i quali seppur legati alla concezione classica della struttura portante introducono la novità della scocca costruita saldando insieme i due semigusci (VSD).

Questa novità viene adottata anche nel 1962 dalla nuova versione 160 GS e rende la carrozzeria più stretta e filante e tutto il mezzo viene così alleggerito.

La nuova 160 GS è costruita con un nuovo motore a due tempi da 160cc ma alimentata ancora con miscela al 6% e non adottava quindi il principio della valvola rotante già introdotto dalla piaggio nel 1959.

Innovazione motoristica comunque impotante che rompe coraggiosamente con la tradizione e seppur più potente fa però rimpiangere il caratteristico sibilo delle GS precedenti a favore di una resa più lineare e adatta alla nuova rete autostradale. Ricordiamo che questo motore con le opportune modifiche è ancora in servizio montato sul modello PX. Altrà novità nella 160 GS è l ‘introduzione della ruota di scorta in dotazione (primo modello vespa ad adottere questo sistema), alloggiata nel cofano sinistro che prende il posto del bauletto laterale.